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Crediti deteriorati (NPL)?Colpa delle asimmetrie informative

Investire in NPL. I crediti deteriorati rappresentano un problema per l’economia italiana, ma una bella fonte di guadagno per gli investitori. Il segreto? Le asimmetrie informative.
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Il 2018 si è chiuso con oltre 70 miliardi di cessioni di portafogli NPL, ma dietro una cessione, c’è sempre un’acquisizione e dietro un’acquisizione c’è sempre (o quasi) un vantaggio.

Che cosa sono gli NPL?

Definizione e categorie di credito deteriorato

Andiamo per gradi.

L’acronimo NPL significa Non Performing Loan, la cui traduzione in italiano è “crediti non performanti”, meglio conosciuti come crediti deteriorati.

Gli NPL sono crediti la cui riscossione da parte degli istituti bancari è diventata incerta. Le banche cioè, non riescono più a far rientrare in cassa quanto erogato a titolo di mutuo e prestito.

Se è vero che in Italia è difficile ottenere un prestito o un mutuo, evidentemente esiste un problema di fondo se poi un numero così alto di debitore diviene insolvente. Se riuscissimo a darci una spiegazione definitiva, l’Italia non sarebbe nella situazione drammatica in cui è oggi dal punto di vista finanziario e politico.

Ma una cosa è certa: la mala gestio in questo ambito è dovuta ad una carenza di informazioni. Informazioni incomplete o insufficienti si traducono in buchi neri colmi di rischio.  Il termine NPL descrive però una categoria molto ampia di situazioni creditizie.

In applicazione del regolamento UE 227/2015 la Banca d’Italia ha previsto una nuova classificazione: I precedenti lemmi di “crediti incagliati” e “crediti ristrutturati” sono stati abrogati.

La classificazione attuale è la seguente:

  • Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono esposizioni  scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità.
  • Inadempienze probabili (UNLIKELY TO PAY – UTP) sono crediti per i quali la banca giudica improbabile che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie.
  • Sofferenze: la situazione più grave per la Banca. Qui finiscono tutte le attività che la banca vanta verso soggetti debitori cheversino in stato d’insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili.

La ratio delle nuova classificazione è quella di individuare in modo preciso esposizioni che sono state oggetto di rinegoziazione / rifinanziamento a causa di una difficoltà del debitore.

I crediti deteriorati sono il risultato di una situazione economica difficile per il debitore, ma anche il prodotto di una cattiva valutazione a monte, sull’affidabilità del debitore da parte delle Banche.

Banca crediti Deteriorati

Perché tutti parlano di NPL?

La BCE ha disposto che le banche che hanno “in pancia” crediti deteriorati, sono obbligatoriamente tenute a liberarsene il prima possibile.

Questi crediti dove vanno a finire?

Sono nati a tal proposito società apposite che riciclano i pacchetti di insoluti. Cosa succede nella pratica?

Tali società di investimento comprano pacchetti di NPL a prezzi irrisori dalle Banche. Le Banche, si liberano dai crediti deteriorati ottenendo una percentuiale minima del loro valore (attorno al 3-4%). Le società di investimento si appoggiano ad altre società che prendono il portafoglio di crediti NPL e lo vivisezionano.

In altri termini, lo analizzano pezzo per pezzo al fine di estrapolarne quale parte possa essere recuperata; quale parte possa essere ciò solvibile. Si avvia così il procedimento di recupero del credito.

Gli investitori di mercato possono utilizzare diversi metodi di valutazione degli NPL e tutti ruotano attorno ad una chiave di volta: le asimmetrie informative.

Le prospettive per il mondo dei crediti deteriorati

Stando ai recenti studi condotti da Pwc e il Sole 24 Ore, in Italia le banche hanno nei loro caveaux (si fa per dire) un buco pari a 350 miliardi di crediti deteriorati.

Trecentocinquanta miliardi di euro.

Considerando che per il 2019 si ipotizza che le cessioni di crediti deteriorati da parte delle Banche avranno un volume di 50 miliardi, le modalità di lavorazione ed analisi dei portafogli NPL, risultano di primaria importanza per tutto il Paese.

Scegliere se lavorarli internamente o affidarle a società di servicing è il primo passo. In ogni caso una mossa intelligente è attuare una NPL Due Diligence, atta a colmare le asimmetrie informative.

Nel mondo dei crediti deteriorati la partita si gioca tutta sulle asimmetrie informative; chi ha più informazioni sui singoli crediti in questione, più ci guadagna perché sa come gestirlo.

Le informazioni sono la vera moneta di scambio. Quale banca cederebbe un portafoglio NPL se avesse gli strumenti atti ad ottenere le informazioni necessarie per decidere se un credito è davvero deteriorato oppure no?

Se questi vengono acquisiti evidentemente è perché l’acquirente/investitore intravede la possibilità di un guadagno economico. Com’è possibile questo, se Banche colossali non sono riuscite ad incassare né l’adempimento del loro diritto di credito, né i relativi interessi?

Com’è possibile che qualcuno possa guadagnare sugli NPL, se gli Istituti di credito li hanno svenduti per un prezzo simbolico solo per liberarsene?

Perché le Banche non hanno (o non vogliono avere, per ora) la struttura per gestire i crediti deteriorati, il credit manager molto spesso è un’entità che poco sa della realtà dei fatti ei in particolare della vera situazione in cui versa il debitore.

Un credito che risulta deteriorato sui documenti bancari, non è necessariamente un credito insolvibile.

Questo le società di servicing e di investimento lo sanno bene e pertanto possono guadagnarci perché hanno un apparato adatto (o meglio “utilizzano” un metodo adatto) a colmare l’asimmetria informativa tra cedente e acquirente.

Di nuovo: asimmetrie informative.

Cosa significa ottenere le informazioni?

Significa studiare i dati freddi, analizzarli, investigare, indagare, comporli e valutarli per recuperare il credito.

Le società che acquistano gli NPL (o le società che vengono materialmente incaricate successivamente) si occupano di porre in essere tutte quelle azioni che la Banca stessa avrebbe potuto effettuare: analisi e recupero del credito. Le Banche considerano perso il denaro che compare sotto la voce di “deteriorato” ma che di fatto non si è tentato davvero di recuperare. 

Risolvere e colmare l’asimmetria informativa grazie a specialisti dell’informazione e dell’indagine, consente di gestire:

a monte, il rischio legato alla concessione del credito;

a valle, consente di trasformare gli NPL da crediti deteriorati a crediti solvibili.

 

Autore: Jessica Bertazzo