Divorzio e Mantenimento: quando chiedere la modifica dell’assegno

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Se l’ex ha redditi in nero puoi chiedere al giudice una revisione del mantenimento scopri di seguito come.

Se l’ex moglie (o ex marito) ha redditi che lo rendono autosufficiente, non ha dirittto all’assegno di divorzio (mantenimento)

Tralasciando in questa sede le conseguenze del divorzio sui figli, vediamo ora quali possono essere le problematiche di carattere economico che possono sorgere in sede di– o successivamente a -separazione o divorzio.

Come abbiamo già visto esiste una differenza tra assegno di mantenimento e assegno di divorzio, ma in entrambi i casi una parte è obbligata a versare all’altra una determinata somma periodica di denaro su ordine del giudice (salvo accordo tra i coniugi).

Da qui in poi li assimileremo, parlando solo di “mantenimento”.

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Come può il giudice conoscere l’ammontare dei redditi dei coniugi?

È necessario che il giudice conosca la consistenza esatta del patrimonio dei due, perdi valutare correttamente se concedere e a quanto deve ammontare l’assegno e soprattutto a carico di chi deve essere posto.

La legge prescrive che i coniugi sono tenuti ad esporre i fatti sui quali la domanda di assegno è fondata ed allegare la documentazione necessaria (dichiarazione dei redditi) a dimostrare la capacità reddituale di ciascuno al fine di consentire al giudice di eseguire le dovute valutazioni circa l’opportunità di attribuzione e l’ammontare dell’assegno.

Questo significa che il coniuge che richieda l’assegno deve spiegare perché gli spetterebbe, dimostrando tramite apposita documentazione le condizioni che giustificano la propria richiesta.

 

Le indagini del giudice

 

La legge consente al giudice, in casi specifici e determinati, la possibilità di eseguire accertamenti patrimoniali avvalendosi della Polizia Tributaria (Guardia di Finanza) per effettuare un’ indagine patrimoniale circa la capacità reddituale dei due coniugi. La Polizia Tributaria, in veste di consulente tecnico d’ufficio, effettuerà una consulenza di natura contabile sui dati economici raccolti tramite acquisizione di informazioni ottenute mediante l’accesso ai sistemi informativi dell’anagrafe tributaria, delle camere di commercio, del P.R.A. etc.

Come proteggersi dall’ex che nasconde i redditi

 

Nonostante l’ampiezza dei poteri della Polizia Tributaria, pare lecito supporre che per un caso di semplice divorzio tra cittadini comuni e con redditi nella norma, lo sforzo investigativo non sia estremo e d’altra parte la legge limita di fatto la facoltà del magistrato di avvalersi di questo tipo di indagini per gli scopi in oggetto.

Ciò premesso e considerando che il denaro è un bene fungibile e facilmente occultabile, la reale situazione economica dei coniugi potrebbe non essere quella emergente dai documenti ufficiali, motivo per cui può rendersi necessaria un’investigazione patrimoniale preventiva o collaterale rispetto a quella giudiziale, effettuata, nel rispetto della legge, da agenzie specializzate.

Come si occultano i patrimoni ? A scuola dai furbi

 

Senza pretesa di esaustività vediamo i comportamenti più comuni che i coniugi utilizzano per evitare di somministrare il mantenimento all’ex o, al contrario, per goderne pur non avendone il diritto.

  1. Un caso comune di patrimonio occulto può essere quello derivante dal lavoro c.d. “in nero”. Il lavoro in nero è a tutti gli effetti un rapporto di lavoro retribuito, quindi generante un’entrata patrimoniale, che vuole sfuggire alla regolamentazione tributaria e previdenziale. Lo “stipendio” viene corrisposto quasi sempre per contanti e spesso settimanalmente; questa condizione diviene difficilmente controllabile e dimostrabile pur andando di fatto ad aumentare – e talvolta anche di molto – la capacità reddituale del soggetto.
  2. Altra situazione che genera una differenza tra la situazione reale e quella dichiarata è rappresentata dai trust. I trust sono intestazioni di beni immobili ad altri soggetti fiduciari che sono tenuti all’amministrazione e alla gestione degli stessi e spesso vengono utilizzati con lo scopo specifico di far uscire beni dal patrimonio di un soggetto per farlo sembrare più povero di quanto di fatto sia.
  3. Un’ulteriore ipotesi è la vendita fittizia di parte dell’azienda o di beni mobili o immobili, il che si traduce – sulla carta – in un patrimonio più esiguo e quindi, in una capacità contributiva inferiore.

Tralasciando gli aspetti fiscali (spesso questi comportamenti configurano una vera e propria evasione fiscale) e concentrandoci solo sugli effetti della decisione del giudice in tema di concessione del mantenimento, si può sottolineare come già anticipato, che basarsi sulle dichiarazioni e allegazioni dei coniugi e/o un’indagine nei sistemi informativi “ufficiali” può non essere sufficiente ed anzi, creare gravi danni ad una delle due parti.

 

L’ex fa il furbo: chiedi la revoca o la riduzione /aumento del mantenimento

 

I patrimoni non dichiarati configurano alcuni dei casi in cui l’assegno può essere non concesso, revocato o soggetto a modifica.

È importante sottolineare come i redditi occulti possano riguardare sia la parte di fatto economicamente più debole, sia quella concretamente più forte; la prima può dichiarare di meno, per avere di più e la seconda può dichiarare di meno, per dare di meno o addirittura nulla.

In ogni caso in cui le condizioni economiche degli ex coniugi siano cambiate (o si scopra che già erano differenti rispetto a quelle che furono la base della decisione del giudice), è possibile richiedere la revoca o la revisione dell’assegno in ogni momento e fintanto che questo sia dovuto.

Si parla di revoca quando, per il venir meno delle condizioni costituenti i presupposti di legge, il beneficiario dell’assegno non abbia più il diritto ad ottenerlo.

Si parla di revisione quando, fermo il diritto al “mantenimento”, viene ridotto o aumentato nel suo ammontare.

In entrambi i casi, sarà necessario rivolgersi al giudice quando non sia possibile trovare un accordo amichevole tra gli ex coniugi. Come in sede di divorzio o separazione, anche per la revoca o la revisione dell’assegno, sarà necessario allegare le prove a sostegno della propria richiesta.

Se infatti la decisione del giudice si basa su una valutazione economica non esatta, è diritto della parte penalizzata richiedere che una modifica dell’assegno; per farlo è necessario che la parte istante si serva di tutti i mezzi che la legge gli mette a disposizione.

 

Come scoprire ed accertare i redditi occulti dell’ex coniuge

 

A tal fine gli strumenti certamente più efficaci sono le indagini svolte in modo autonomo o per il tramite di investigatori privati specializzati; questi, infatti, possono trovare documenti utili (altrimenti inaccessibili al privato) e indagare , “sul campo” l’effettivo tenore di vita e le abitudini dell’ex coniuge.

Le informazioni così raccolte verranno inserite in una relazione avranno semplice valore indiziario ai fini del processo, ma potranno essere suffragate dalla deposizione testimoniale dell’investigatore.

 

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